forse suina..?
così, sto al computer, e mentre tossisco a profusione penso a quali siano esattamente i sintomi della suina…ma non per panico, mannoooo..è solo curiosità, quel piccolo esploratore sopito dentro al mio cuore e lasciato ai vecchi album fotografici di un’infanzia passata tra istituti di corruzione e ritalin per sedare l’iperattività. però, se tanto uno deve stare così, diciamo un po’ auto-sedato, a leccarsi le ferite che escono dalla bocca e a tapparsi velocemente l’orifizio orale per timore di un vomito al sabor de cimurro, beh, a questo punto è anche bello fantasticare sulla suina! e ce ne son tante di suine..tante…ma a me m’ha preso (forse) proprio questa e senza neanche tanti corteggiamenti. anzi,è stata più sottile delle altre, perchè ha cominciato lentamente, dalla gola…piccoli bacetti che m’hanno lasciato un pizzicore sanguinoso, ma all’inizio solo questo, niente di più, solo un po’ di pizzicore sanguinoso, quasi un dispetto d’amore. poi è passata ad alitarmi feccia sul naso, ed io ho inalato tanto muco affettuoso, che poi ho riversato senza selezione preventiva sui fazzoletti sparsi, sulle mani, sulla maglietta, sulla coperta…ma non sulle maniche. no, la trovo un’espressione di buongusto mancato, evitabile maleducazione. vuoi mettere invece la sorpresa di arrivare in bagno, guardarsi allo specchio per capire quanto sconvolto sia il tuo viso, e , con lo stupore che si prova al cinematografo, vedere filamenti d’inchiostro bianco- giallo che aderiscono in modo irregolarmente dinamico sul tessuto della maglietta, collegando petto e spalla come un tatuaggio tribale. e poi dire “…toh! ma guarda tu dove sono arrivate..” . in tutto questo la febbre non è che la ciliegina sul capezzolo, quasi non la noteresti neanche, perso tra le varie perdite corporali. e poi…coup de grace! la tossona!!! e così il raffreddore lascia mestamente la scena, ma anche in questo caso non te ne accorgi, perchè il muco che si addensa sui polmoni e non riesci ad espellere o ingoiare, poi ritorna su, fino al naso, e lo espelli di nuovo da lì, senza però lo stimolo di starnutire. che fantastica storia è la suina. che poi la morale è che quando c’hai la suina, non c’hai un cazzo da fare..